mercoledì 29 luglio 2009

Le radici cristiane della finanza



Ieri è stata presentata l'enciclica di Ratzinger Caritas in Veritate dal cardinale Tarciso Bertone alla presenza del Presidente del Senato Schifani, in occasione dei cinque anni dal discorso di Ratzinger sulle “radici cristiane” dell'Europa.
Il discorso del Segretario di Stato Bertone è un monologo tragicomico, che fa la morale alla finanza spregiudicata, in nome di chi a quella stessa finanza ha contribuito, partecipato e attinto ampiamente.

“La Caritas in veritate ci dice, invece, che fare impresa è possibile anche quando si perseguono fini di utilità sociale e si è mossi all'azione da motivazioni di tipo pro-sociale. È questo un modo concreto, anche se non l'unico, di colmare il divario tra l'economico e il sociale dato che un agire economico che non incorporasse al proprio interno la dimensione del sociale non sarebbe eticamente accettabile, come è altrettanto vero che un sociale meramente redistributivo, che non facesse i conti col vincolo delle risorse, non risulterebbe alla lunga sostenibile: prima di poter distribuire occorre, infatti, produrre.” (
Osservatore Romano).

Se è possibile perseguire “fini di utilità sociale” e il
business nello stesso tempo, fare il buon samaritano a Wall Street, Ratzinger e Bertone dovrebbero spiegarci perché la Chiesa che lo predica tanto non lo mette in pratica. Nella finanza vaticana, quando mai “l'economico incorpora al proprio interno la dimensione sociale”? Eppure si può dire che il Vaticano non ha certo problemi di “vincoli di risorse”, dato gli ingenti finanziamenti, pubblici e privati, e il controllo di numerose società di credito internazionali di cui usufruisce.

“Occorre superare la concezione pratica in base alla quale i valori della dottrina sociale della Chiesa dovrebbero trovare spazio unicamente nelle opere di natura sociale, mentre agli esperti di efficienza spetterebbe il compito di guidare l'economia”. (
ibid.).

Ora al di là del fatto che bisognerebbe ricordare a Bertone chi è che diceva che è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli, sembra quasi che la Chiesa per lungo tempo abbia praticato una visione ascetica della vita, lontana dal mondo dell'economia e dal guadagno facile.
Eppure essa ha sempre controllato importanti fette del capitalismo italiano e internazionale, ponendosi come uno dei principali protagonisti nella gestione del denaro.
Fin dall'unità d'Italia, anche quando il governo della “destra storica” aveva cercato di sradicare il potere della Chiesa dalla società italiana, il Vaticano era sempre riuscito a conservare ricchezze sterminate. Il governo sabaudo aveva venduto i beni ecclesiastici, ma questi furono riacquistati dagli stessi monaci e prelati (
homolaicus) che dopo la chiusura dei conventi si convertirono al profano mondo degli affari, suggerisco in proposito la lettura dei Viceré, l'ottimo romanzo di Federico De Roberto.
Un governo liberale dovette addirittura richiamare i pii uomini di Chiesa ad abbandonare le speculazioni immobiliari per investire in attività industriali (
ibid.). Già allora c'era da domandarsi dove fosse finita la tanto osannata “dottrina sociale” della Chiesa.
Durante il fascismo la posizione egemonica della Chiesa si consolidò grazie alle varie esenzioni fiscali e alle donazioni da parte dello stato italiano. Una posizione che il Concordato del 1984 avrebbe lasciato sostanzialmente immutata (
ibid.).

“Prendo ora in considerazione uno dei temi presenti nell'enciclica che mi pare abbia suscitato un certo interesse pubblico per la novità che rivestono i principi di fraternità e di gratuità nell'agire economico. "Lo sviluppo, se vuole essere autenticamente umano", dice Benedetto XVI , deve "fare spazio al principio di gratuità" (n. 34). Servono "forme economiche solidali"” (
cit.).

Al principio di gratuità è molto legata se si considera che usufruisce
gratuitamente dei servizi di approvvigionamento idrico e di scarico, grazie alle tasse pagate dai cittadini romani (cit.)
Gratuito è anche la valanga delle ricchezze che si trasferisce periodicamente dalle casse dello stato a quelle del Vaticano, grazie a un perverso meccanismo come quello dell'otto per mille che fa sì che vada alla Chiesa il 90% di questa tassa, nonostante solo un'esigua minoranza dei cittadini italiani scelga di destinarlo alla Chiesa cattolica (
atei.it). Secondo questo geniale meccanismo anche la parte dell'otto per mille di coloro che non fanno alcuna scelta sarà divisa nella stessa proporzione di coloro che hanno operato una scelta (ibid.).
A ciò dobbiamo aggiungere l'esenzione dall'Ici, l'obolo di San Pietro e l'assegno di 2,5 milioni che ogni viene versato al Papa (
ibid.). Tutto questo, ovviamente, a titolo gratuito.

“se si dimentica il fatto che non è sostenibile una società di esseri umani in cui viene meno il senso di fraternità e in cui tutto si riduce a migliorare le transazioni basate sullo scambio di equivalenti o ad aumentare i trasferimenti attuati da strutture assistenziali di natura pubblica, ci si rende conto del perché, nonostante la qualità delle forze intellettuali in campo, non si sia ancora addivenuti ad una soluzione credibile del grande trade-off tra efficienza ed equità. La Caritas in veritate ci aiuta a prendere coscienza che la società non è capace di futuro se si dissolve il principio di fraternità” (
cit.).

Alle “transazione basate sullo scambio di equivalenti” la Chiesa ha fatto molto ricorso, come viene descritto dal libro di Giuseppe Nuzzi,
Vaticano s.p.a., “Fondazioni di suore inesistenti alle quali erano intestati conti su cui circolavano fiumi di denaro; operazioni finanziarie più che discutibili e spregiudicate mascherate da opere di carità; carriere politiche, ecclesiastiche e finanziario costruite su operazioni dai contorni sbiaditi, per non dire tenebrosi” (
varese news).

“Il secondo fattore causale della crisi è la diffusione a livello di cultura popolare dell'ethos dell'efficienza come criterio ultimo di giudizio e di giustificazione della realtà economica. Per un verso, ciò ha finito col legittimare l'avidità - che è la forma più nota e più diffusa di avarizia - come una sorta di virtù civica: il greed market che sostituisce il free market. Greed is good, greed is right ("l'avidità è buona; l'avidità è giusta"), predicava Gordon Gekko, il protagonista del celebre film del 1987, Wall Street.” (
cit.).

L'avidità. Sempre condannata pubblicamente dalla Chiesa. Ma gli scandali vaticani, come quello del Banco Ambrosiano, che vedeva esponenti delle alte gerarchie ecclesiastiche collaborare con la mafia attraverso Michele Sindona, con la P2 e con i servizi segreti (
cit.) non sono un caso di normale “avidità” quale può essere quella di un comune agente di borsa, ma vanno oltre. Riguardano la gestione machievellica del potere totalmente sganciata da qualsiasi scrupolo morale.
Questa “avidità” del Vaticano non rigurda solo il passato se si considera che Giovanni Paolo II sostituì Marcinkus col suo collaboratore De Bonis (
ibid.)e che Angelo Caloia, banchiere dello IOR ha denunciato in un libro una “Caporetto etica” per il Vaticano, parlando di tutti i coinvolgimenti della “finanza bianca” negli scandali degli ultimi anni, da Capitalia a Banca Intesa (finanza bianca).

“Penso alle banche del territorio, alle banche di credito cooperativo, alle banche etiche, ai vari fondi etici. Si tratta di enti che non solamente non propongono ai propri sportelli finanza creativa, ma soprattutto svolgono un ruolo complementare, e dunque equilibratore, rispetto agli agenti della finanza speculativa. Se negli ultimi decenni le autorità finanziarie avessero tolto i tanti vincoli che gravano sui soggetti della finanza alternativa, la crisi odierna non avrebbe avuto la potenza devastatrice che stiamo conoscendo.” (
cit.).

Non so se per “finanza alternativa” Bertone intenda anche quella dello IOR rintanato in Vaticano e che ha deciso di non aderire alle norme sulla trasparenza dei conti (
cit.). Lo IOR opera attraverso due “bracci”, la Deutsch Bank e il gruppo Untes (cit.). Sicuramente garantisce ai propri clienti un tasso molto conveniente al 12 %.
Non so se intenda le varie società “offshore” attraverso le quali evade il fisco, o il controllo delle Isole Cayman, noto paradiso fiscale (
cit.).
Sicuramente lo Stato italiano è stato molto generoso, attraverso le tasche dei suoi contribuenti ignari, nel rimpinguare le tasche già gonfie di chi fa giuramento di povertà. Non altrettanto si può dire del Vaticano nei confronti dei cittadini italiani.

“Cosa comporta, a livello pratico, l'accoglimento della prospettiva della gratuità entro l'agire economico? Risponde Papa Benedetto XVI che mercato e politica necessitano "di persone aperte al dono reciproco" (Caritas in veritate, nn. 35-39)” (
cit.).

Sicuramente questa pratica della “gratuità” la Chiesa non l'ha mai messa in atto. E lo sanno bene i romani sfrattati dalla “finanza alternativa” della Curia (
La Stampa).
Dove sono finite allora tutte queste “persone aperte al dono reciproco”? Dov'è tutta questa moralità nell'agire economico? Quando mai, le gerarchie ecclesiastiche, avrebbero congiunto la solidarietà all'economia se poi giunge a sfrattare i propri affittuari per operare qualche speculazione immobiliare? Dov'è sarebbe quello “sviluppo autenticamente umano”? Nei conti delle società “offshore”? Oppure nei finanziamenti del Vaticano ai regimi fascisti di tutto il mondo, come è ormai ampiamente documentato e storicamente provato?
Max Weber, il grande sociologo, suggeriva che l'etica protestante favorisse lo sviluppo del capitalismo, al contrario del cattolicesimo. Forse rimarrebbe sorpreso nel vedere quanto la Chiesa cattolica abbia surclassato quella protestante in questo ambito.



NOTA. Per quanto riguarda le collusioni tra Chiesa e regimi autoritari c'è molto materiale, suggerisco
Pinochet e il Vaticano sul coinvolgimento del Vaticano nel sostegno alla dittatura cilena e Il cardinale Pio Laghi sui rapporti della Chiesa con il regime argentino.

3 commenti:

  1. Grande post! Peraltro se pensiamo anche solo allo IOR ci rendiamo conto che sono tutte parole vuote e tragicamente ridicole.

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  2. ancora a parlare in parlamento? ma non avevano appena scaricato chiesa e valori cristiani dopo le polemiche del DDL sicurezza?
    salvateci!!!!

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  3. Tempo fa in un articolo di giornale avevo letto degli investimenti azionari del Vaticano i quali non disdegnano mercati secondo loro non etici come quelli degli anticoncezionali!

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